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Pianta del tenimento e giurisdizione della Terra di Ripabottoni,
30 ottobre 1750.
Disegno su carta, policromo, regio agrimensore e notaio Antonio Castelli.
Archivio Storico di Campobasso.


Quali differenze dopo 250 anni di storia?

Da una prima frettolosa disamina si può affermare che il confine Nord con Morrone del Sannio, Provvidenti e Casacalenda non ha subito modifiche sostanziali.
Anzi, si scopre che la Taverna di Cerrosecco esisteva già nel 1750. Probabilmente, però, aveva una forma diversa in quanto l'attuale rudere della Taverna è una chiara costruzione dell'ottocento. Probabilmente eseguita con l'entrata in esercizio della statale 87 "Sannitica".
Esisteva, anche, la strada che dal paese sale a San Michele.
Ovviamente la Cappella di San Michele esisteva già nella posizione attuale. Infatti, Tria ci dice che il Principe Francone aveva provveduto alla sua riedificazione nel 1733.
"In una delle cime minori della Montagna della quale innanzi si è parlato, il suddetto Signor Principe ha edificato ultimamente un Romitorio, e dedicato al grande Arcangelo S. Michele per divozione della Sig. Principessa D. Ippolita Ruffo, sua moglie, inclinata non meno, che il suo Consorte, alla soda pietà, e Religione.
Quello Romitorio consiste in una comoda Chiesetta con Sagrestia, e due Celle per il Romito; e nel Frontespizio della Chiesa il lodato Signor Principe, di quel tempo Marchese di Salcito ha fatto incidere in marmo la seguente Iscrizione, da lui eruditamente composta.
D. O. M.
DIVO MICHAELI ARCHANGELO
CAELESTIS MILITIAE PRINCIPI
SACRO, PROPUGNATORI, POTENTI, INVICTISSIMO
SEMPER TRIUMPHATORI
FAUSTO, LIBERATORI PACIFICO
SEMPER PROPITIATORI
BENEFACTORI, PERENNI, AC TUTELARI MAXIMO
PAULUS FRANCONUS UNA CUM IPPOLITA RUFFO
EJUS PRAESTANTISSIMA CONJUGE
SUPER JUGA NON ASPERA MONTIS
HANC IN SOLITUDINE SACRAM
EREXIT AEDEM
OB INNUMERA BENEFICIA IN EOS PATRATA
AC IN TOTAM PERPETUO FAMILIAM
DEVOTIONIS OBSEQUENTISSIMI ANIMI
PARVULUM SIGNUM
SED AMBORUM DEVINCTISSIMI CONCORDIS OBSEQUII
AETERNUM MONUMENTUM
ANNO SALUTIS MDCCXXXIII.

Purtroppo, è evidente che, nello stato attuale, la cappella di San Michele è una ulteriore riedificazione, più in piccolo, della cappella settecentesca.

Anche la descrizione che Tria fa del territorio trova piena rispondenza:
"Quello della Ripa è quasi tutto coltivato; e riguardandolo dalla terra la parte orientale con un poco di australe, sono tutte vigne, e olivi, posti tra varie e piacevoli colline, vallette e falsi piani; l'altra parte australe dopo le vigne, e di ponente sono tutti campi seminatori..."

Manca, nella pianta, la parte dell'antico feudo di Scannamatrea che fu connesso al territorio di Ripabottoni nel 1805.
Da IL MOLISE dalle origini ai nostri giorni del Dott.Giambattista Masciotta - Volume secondo - Ristampa 1982 della Tipolitografia LAMPO Editrice:
Scannamatrea. - Questo antico feudo è nella zona nord-est dell'agro del Comune
(N.d.r. Campolieto), e precisamente ubicato a monte della Consolare Sannita, in confine ad oriente con 1'agro di Ripabottoni ed a settentrione con quello di Morrone.
Nel 1584 I'università di Ripabottoni adì il S.R. Consiglio asserendo nei propri naturali il diritto di compascuo
(Diritto di pascolo comune) nell'agro intero di Campolieto, come d'altronde i naturali di Campolieto avevano l'analogo diritto sui territori dell'attrice.
Due anni dopo, il S. R. C. dava termine al possessorio, ed allora Ripabottoni modificò I'istanza limitando le proprie pretese soltanto sul bosco di Scannamatrea, di cui chiedeva la comunione.
Nel 1600 il S. R. C. spedì sul posto uno dei suoi più chiari Consiglieri, Scipione de Curtis (del quale è cenno nelle "Notizie feudali" della mon. di Ferrazzano) ed in quel sopraluogo i rappresentanti di Ripabottoni ridussero ulteriormente i limiti dell'istanza, alla comunione cioè di una sola parte del bosco come acqua pende.
La lite, cosi impostata, si dilungò in varie fasi insino al 1805, allorchè un decreto 23 agosto della R. C. della Sommaria - superando la stessa richiesta della parte - ordinava che la zona di Scannamatrea attualmente in possesso di Campolieto dovesse dividersi fra le due università in proporzione dei fuochi rispettivi.
Il 22 dicembre 1806 un rappresentante dell'Intendente di Capitanata, coadiuvato da due periti, divise il demanio di Scannamatrea, una zona di tomoli 592 assegnandone a Ripabottoni, ed un'altra di tom. 491 a Campolieto, senza tener conto di quella parte già usurpata dai naturali di Ripabottoni.
Campolieto, frattando, aveva intentata lite all'ex-feudatario innanzi la Commissione Feudale, e questa con sentenza l6 agosto 1810 riconobbe che Scannamatrea era demanio comunale dell'università; sennonchè, venuto il tempo della ricognizione in base a tale sentenza, Ripabottoni oppose il decreto del 1805 e la ricognizione non ebbe luogo.
Campolieto, contemporaneamente, aveva iniziato giudizio di nullità contro siffatto decreto della R. Camera, e la Gran corte criminale di Napoli - con decisione 7 aprile 1827 - lo dichiarô falso: onde nell'anno successivo il Comune stesso, con provvedimento del Consiglio d'Intendenza del 6 agosto, fu autorizzato ad istituire il giudizio di reintegra del possesso sull'intero latifondo.
La causa, al presente, è innanzi alla Corte di Appello di Napoli, non ancora risoluta dopo oltre tre secoli e un quarto dall'inizio!
(N.d.r.La causa risultava in corso alla data del 1915.Successivamente e stata abbandonata).


Sul lato di Torrezeppa, invece, si nota subito che il grande bosco di Torrezeppa oggi non esiste più. Infatti Mons. Tria così descrive allora Torrezeppa: "per metà seminatoriale e per l'altra metà boscoso..."

Nella pianta non vi è alcun riferimento a Montecastello. Appare, però, confrontando la pianta con una mappa moderna, che proprio all'altezza dell'attuale Montecastello il Tratturo, mentre in antico proseguiva dritto verso Torrezeppa e il Prato, oggi piega molto più a sud lasciando il nostro territorio tra le contrade Cerro ed Erba Torbida.
Per capire cosa ha creato questa differenza occorrerà studiare la reintegra dei tratturi fatta dai Borboni durante l'800 e cosa è successo con l'acquisto del Feudo di Torrezeppa da parte dei Caracciolo e della famiglia Cappuccilli.
Questa sarà un'altra pagina di storia.
Buono studio della Pianta.
Ripabottoni, 28 Aprile 2020

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